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Il mistero milanese di William Onyeabor

William Onyeabor

Si fa un gran parlare di William Onyeabor. Nigeriano, è autore di una sorta di afro-disco-funk sperimentale e vagamente psichedelico. Uno orgoglioso d’essere non solo musicista, ma anche produttore e discografico. A cavallo fra anni ’70 e ’80 era una star, a casa sua. Poi è diventato cristiano rinato ed è sparito dalla circolazione. L’anno scorso la Luaka Bop ha assemblato l’antologia Who Is William Onyeabor? e la gente ha trovato una risposta alla domanda posta dal titolo del disco. Ma di andare in tour lui non ci pensa. Deve prima risolvere una faccenda che c’entra con Milano. Jovanotti l’ha spiegato in un pezzo per il magazine del Sole 24 ore IL.

Chi è William Onyeabor?
Quello che si sa è che l’azienda si chiamava Plastiche Ambrosio ubicata in Milano, via Varese 16. È quella via in centro, la conosco, ho abitato per anni da quelle parti ma la ditta non me la ricordo, probabile che non ci fosse già più quando sono arrivato io. Vendevano il vinile per stampare i dischi e William Onyeabor, genio dell’elettronica funk disco e afro-beat nigeriano, produttore e discografico di se stesso, racconta alle persone a lui vicine di averci comprato una fornitura nei primissimi anni Ottanta e di non averla pagata. In pratica ha tirato il pacco al titolare, succedeva anche all’epoca. Il mondo è andato avanti e le cose più o meno si dimenticano. William Onyeabor ha smesso di fare dischi poco dopo, ha chiuso con la musica. Fine. E c’entra via Varese.

[…]

William Onyeabor amava l’Italia perché da noi c’erano le marche migliori di tastiere e synth, la famosa eccellenza italiana in quegli anni aveva marchi come Elka, Solina, Davoli, Siel, Crumar, Gem, Eko, Jen, Farfisa, tutta roba italiana di prima qualità, prima di Yamaha, Roland e il resto dei colossi mondiali. Da noi trovava vestiti di ottimo taglio e ci veniva a ordinare il PVC per stampare i vinili a Lagos. Un mondo fantastico.
Non si conoscono le ragioni dello strappo, ma William Onyeabor non pagò fino in fondo l’ultima fornitura alle Plastiche Ambrosio. Non ci furono reclami. Non che si sappia. A metà degli anni Ottanta il grande musicista, una celebrità in Nigeria e stimatissimo negli studi di registrazione più all’avanguardia, divenne cristiano born again (una chiesa evangelica diffusa in tutto il mondo) abbracciando quella fede con tutto se stesso: e il senso di colpa per quel mancato pagamento non gli ha dato più pace. Si è messo alla ricerca dell’azienda di via Varese, ma non ha mai trovato nessuno a rispondere al telefono o alle lettere.

Non sapeva come saldare il debito. Pochi soldi, ma messi di traverso lì, al centro dello sterno, non gli davano pace ed è da quel periodo che non se la sente più di esibirsi in pubblico e di fare dischi. Basta, fine. Quelli della Luaka Bop ci hanno provato in tutti i modi a convincerlo, niente da fare. Stanno organizzano concerti pazzeschi nelle città chiave (New York, Londra, speriamo Roma) con una band incredibile di tutti appassionati della musica di Onyeabor. Sono stato a queste serate e ho visto il pubblico diventare matto: sono feste tra l’Africa e l’iperspazio. Si suona la sua musica come la suonerebbe lui, ma lui non esce di casa, non si muove dal suo villaggio a cento chilometri da Lagos, non si fa fotografare, non parla con i registratori e con le telecamere. In via Varese non c’è più nessuno. La lira non c’è più e il vinile, nonostante ogni tanto qualcuno scagli anatemi luddisti, non tornerà, come la lira e molte altre cose, del resto. Ma forse qualcuno si ricorda delle Plastiche Ambrosio e può risalire fino a stabilire il contatto con mister William Onyeabor. 
Sono cose della vita, canta Eros Ramazzotti, e la musica è fatta quasi solo di quelle cose, per questo quando ascolto il disco bellissimo di William Onyebor penso a via Varese e poi a Lagos e mi batte forte il cuore, e trovo conforto nel pensiero che il mondo è un delirio, ma che musica bella che c’è.

Accadeva trent’anni fa, tra il 1984 e il 1986. Eppure Onyeabor continua a mostrare a chi incontra i documenti dell’epoca, con quell’indirizzo, Via Varese 16. Deve trovare il direttore delle Plastiche Ambrosio e saldare il vecchio conto. Poi, forse, potrà riprendere a fare musica. Questa settimana Eric Welles Nyström della Luaka Bop è a Milano per cercare il direttore delle Plastiche Ambrosio di metà anni ’80. Scrivetegli, nel caso abbiate indizi: iwasthinking@luakabop.com.

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