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«Ho inventato il cd». Ed è quasi pentito

Compact DiscDopo avere contribuito all’invenzione e all’affermazione del compact disc, il ricercatore della Philips Jacques Heemskerk si disfò dei suoi dischi in vinile di Beatles e Rolling Stones. Stava rifacendo casa e quei padelloni neri gli sembravano il residuo ingombrante di un’epoca tramontata, robaccia vecchia da smaltire. «Fa ancora male», dice oggi Heemskerk, ripensando a quei giorni. «Lavoravo sui cd, tecnicamente sono ancora il supporto migliore, ma non penso siano alla gente lo stesso calore e le stesse emozioni che provavo per i miei vinili».

In un articolo del Guardian, Heemskerk racconta la nascita del compact disc, a partire dall’idea strategica chiave, l’alleanza fra Philips e Sony che ha evitato una rovinosa guerra fra supporti come quella consumatasi fra i video Vhs e Betamax. Il ricercatore ricorda le difficoltà di comunicazione con i giapponesi. «La parola “hai” significa sia “sì” sia “capisco”. Loro dicevano “hai” e noi pensavamo di avere stretto un accordo. In realtà ci stavano solo dicendo che avevano capito. Era frustrante».

Dopo due anni di incontri e discussioni, ci accordammo su un disco di dodici centimetri di diametro di policarbonato (plastica) dotato di uno strato riflettente contenente dati leggibili da un raggio laser. Avrebbe ospitato sino a 74 minuti di musica poiché il presidente della Sony voleva potere ascoltare la Nona di Beethoven senza alcuna interruzione. Le specifiche tecniche furono annotate in un “libro rosso” segreto. A quel punto festeggiammo.

Sviluppammo contemporaneamente disco e lettori, per poi dare in licenza ad altre aziende la tecnologia necessaria per costruirli. Una volta convinta la Panasonic, le altre società si accodarono. Il primo lettore costava 1000 dollari – una bella cifra nel 1982 – ma nel giro di un paio d’anni il prezzo cominciò a scendere.

Avevamo bisogno di fare un sacco di pubblicità. Eravamo consci che il mercato di riferimento sarebbe stato quello della musica pop, ma non potevamo iniziare con qualcosa di estremo, tipo il punk. Stringemmo un accordo con i Dire Straits: la loro musica fu riversata tutta quanta su cd e loro apparvero in poster e pubblicità. Quando Brothers in Arms divenne il primo compact disc a superare il milione di copie vendute, capimmo di avere sottostimato la velocità con la quale il cd sarebbe diventato il formato dominante. L’album in vinile aveva una fetta di mercato solida e negli Stati Uniti la scomparsa dell’audiocassetta era inconcepibile. Le cose sarebbero cambiate, molto, molto velocemente.

Quel che Heemskerk non poteva prevedere è la (relativa) breve durata dell’era del compact disc. A livello mondiale, negli ultimi cinque anni i supporti “fisici” hanno ceduto al digitale una fetta di mercato pari al 23%. Il futuro promette un incremento dei servizi di streaming. Pensateci, però, prima di buttare via i vecchi cd: potreste rimpiangerli come oggi Heemskerk rimpiange i vinili.

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