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Esistono ancora i dischi contraffatti?

cd pirataNotizia di pochi giorni fa: la polizia tedesca ha scoperto una fabbrica di cd, dvd e vinili contraffatti. Si ritiene che possa essere una delle più grandi d’Europa. Lo riporta Billboard, spiegando che le indagini sono durate due anni e hanno portato a perquisizioni in Assia e Baviera. La notizia non è l’operazione di polizia, ma l’esistenza di un mercato di dischi contraffatti nel 2014. Non erano un ricordo appartenente agli anni ’80 e ’90, ai tempi di audiocassette vendute in spiaggia e spot pubblicitari antipirateria mostrati nei cinema?

In Italia negozi di dischi cadono uno dopo l’altro. Le grandi catene relegano i compact disc negli angoli peggiori dei punti vendita. I venditori ambulanti hanno sostituito da tempo gli album musicali con accessori per smartphone. La cover per iPhone con stampata la bandiera del Regno Unito ha un valore commerciale superiore all’album attualmente numero uno in classifica. Il modo più semplice per ascoltare un disco senza comprarlo è scaricarlo da Internet. La diffusione del digitale ha privato la musica della dimensione “fisica” che spingeva i ragazzi, trent’anni fa o giù di lì, a comprare audiocassette per strada. False, sì, ma dotate di copertina e crediti, a volte persino dei testi. Se non si poteva possedere l’oggetto originale ci si accontentava di una copia. Una cosa oggi impensabile. Il disco non è più un feticcio, un oggetto di culto, un bene con un certo valore commerciale. A chi interessa investire nel business illegale delle registrazioni audio?

Il punto è che l’Italia non è la Germania. Lassù il mercato discografico – valore: 1,45 miliardi di euro, dieci volte quello italiano – si regge per il 70% sulla vendita dei vecchi, obsoleti, ammuffiti compact disc. Secondo i dati diffusi dalla Bundesverband Musikindustrie (BVMI), l’associazione dei discografici tedeschi, nel 2013 si è registrato un incremento di vendite dell’1,2%. È il primo segno positivo da quindici anni a questa parte. Pur restando una nicchia, i dischi in vinile hanno prodotto 29 milioni di euro di fatturato, facendo segnare un + 47,2%. Dieter Gorny, presidente della BVMI, attribuisce il buono stato di salute del mercato discografico interno all’esistenza di un’ottima rete distributiva che conta 4000 punti vendita.

E in Italia? Il sito della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) ospita una pagina dedicata all’antipirateria. I toni sono apocalittici: «In Italia il 25% del mercato è nelle mani dei pirati, al Sud oltre il 40% dei cd in circolazione è falso e i proventi delle vendite arricchiscono organizzazioni malavitose particolarmente agguerrite con fatturati miliardari.
Tra compact disc importati di contrabbando e prodotti “masterizzati” in loco, ogni giorno migliaia di pezzi inondano le strade». Ma i dati chiamati a illustrare il fenomeno sono aggiornati al 2006. E dopo?

Per scoprirlo bisogna contattare FIMI. Nel nostro Paese, conferma la Federazione Industria Musicale Italiana, la vendita al dettaglio di copie contraffatte è un fenomeno residuale, non a caso concentrato nelle aree dove la penetrazione della banda larga è minore. Internet ha ucciso la copia illegale, oltre a quella legale. Secondo i dati diffusi dalla Guardia di Finanza, nel quinquennio 2008-2012 su 100 pezzi sequestrati (esclusi alimentari, bevande, tabacchi e medicinali) 4 erano cd, dvd e cassette. Vi sembrano troppi? Sappiate che il dato conteggia non solo le copie di dischi in commercio, ma anche i bootleg contenenti registrazioni dal vivo e soprattutto i supporti vergini. Già, sono soggetti a sequestro anche i cd-r che violano i brevetti oppure evadono l’assolvimento del compenso per copia privata. Stai a vedere che la musica vale così poco, oggigiorno, che è più conveniente contraffare un cd vuoto che uno pieno.

 

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