Articoli

“That Lady”, dagli Isley a Lamar

that ladyC’è stato un tempo in cui That Lady guardava Superstition di Stevie Wonder e Money dei Pink Floyd dall’alto della posizione guadagnata nella classifica dei singoli più venduti dell’anno negli Stati Uniti. Era il 1973. Quarantuno anni dopo, il pezzo è riemerso sotto forma di sample del singolo che Kendrick Lamar ha pubblicato ieri, i (scritto così, minuscolo). Questa non è la storia di un campionamento. È la storia di come una canzone silenziosamente influente ha cambiato più volte identità. È la storia di come una semplice immagine e un’idea musicale possano fecondare le visioni di artisti appartenenti a più generazioni.

Nel 1964 gli Isley Brothers lottavano per restare a galla. Originari dell’Ohio, usciti dal circuito gospel e attivi da una decina d’anni, i fratelli Kelly, Rudy e Ronnie Isley erano gli autori di Shout, Respectable e Twist And Shout, un formidabile successo nella versione dei Beatles. Eppure erano in lotta perenne con le esigenze delle etichette discografiche. Quell’anno lasciarono la Wand per accasarsi presso la United Artists e scrissero Who’s That Lady. Lo fecero ispirati da Gypsy Woman degli Impressions di Curtis Mayfield, un 45 giri del 1961 che metteva assieme un ritratto di una zingara modellato su una scena vista in un film western e un’atmosfera accostabile al flamenco. Il rhythm & blues dell’epoca viveva delle influenze più disparate e Gypsy Woman era una sorta di primizia dell’influsso che la musica latina avrebbe esercitato sul pop.

Who’s That Lady era un’amabile canzonetta d’amore che si distingueva da quelle dell’epoca non per il testo («Chi è quella donna? Vorrei che qualcuno me la presentasse», «È stato amore a prima vista»), ma per il groove creato dalla linea di basso elettrico, dal soffice e misterioso tappeto di organo, dalla sezione fiati che irrompeva a metà canzone illuminando la scena con un tocco di jazz metropolitano. Era sensuale e misteriosa: fino all’ultimo il cantante dichiarava il suo amore alla donna svanita nella notte. Il 45 giri fu un insuccesso. Nuovi battibecchi convinsero la band a lasciare la United Artists per fondare la propria etichetta, la T-Neck. In quello stesso anno, il trio allacciò una collaborazione con un giovane chitarrista elettrico che sarebbe entrato nella storia con il nome di Jimi Hendrix. Non fece in tempo a suonare in Who’s That Lady, ma in qualche modo finì per influenzarne il destino.

that lady 45Nel 1973 gli Isley Brothers erano un altro gruppo, dall’organico raddoppiato grazie all’ingresso di Marvin Isley, Chris Jasper ed Ernie Isley. Nonostante le resistenze di quest’ultimo, i sei ripresero in mano Who’s That Lady trasformandola in modo significativo in That Lady. Le sottigliezze del 1964 fecero posto agli assoli vigorosi e distorti di Ernie Isley. Erano suonati con un effetto fuzz che “sgranava” il suono e ispirati allo stile dirompente del loro turnista più celebre e a quello della nuova stella del latin rock Carlos Santana. Enfatizzando il sottinteso latineggiante dell’originale e inserendo il suono di un sintetizzatore per l’epoca all’avanguardia, gli Isley entrarono sia nella classifica R&B (numero 2) che in quella pop (numero 6) dove totalizzarono venti settimane di permanenza. Affinché fosse contenuta in un 45 giri la canzone, piuttosto lunga, fu divisa grazie al fade out in due parti, una per facciata. L’album da cui era tratta, titolato 3+3 per sottolineare l’allargamento della line-up, si arrampicò fino all’ottavo posto della classifica pop e al secondo di quella black. Il flop di Who’s That Lady era stato vendicato e gli Isley avevano trovato il loro classico funk per gli anni ’70.

Sedici anni dopo, mentre Carlos Santana si apprestava a reinterpretare Gypsy Woman nell’album Spirits Dancing in the Flesh chiudendo in qualche modo un cerchio, i Beastie Boys sancivano l’influenza degli Isley sulla cultura hip-hop includendo un campionamento di That Lady nel medley che chiudeva l’album Paul’s Boutique, ovvero B-Boy Bouillabaisse. Nello stesso anno il riff e il ritornello apparvero in Who’s That Lady della Get Funky Crew, un uso del tutto privo di fantasia. Nel 1986 la rapper texana Carmon Ruth in arte 380 Dat Lady prese in prestito il ritornello degli Isley per l’autoritratto Who’s Dat Lady; nel 2001 i Basement Jaxx ne usarono il riff per rimaneggiare Jus 1 Kiss; nel 2009 Charles Hamilton lo usò come base per il frammento chiamato The Awkward Prequel. Negli Stati Uniti se n’è impossessata anche la pubblicità. Oggi la versione del 1973 fa da base al singolo di Kendrick Lamar. Non ci sono più ladies misteriose da osservare da lontano: Lamar canta di se stesso «in un mondo che somiglia a un ghetto pieno di pistole e cartelli di protesta». Ne ha fatta di strada la zingara di Curtis Mayfield che ballava attorno al fuoco…

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...