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Nicole Atkins: una videostory

nicole atkinsÈ arrivata sette anni fa come un’apparizione proveniente da un’altra epoca, una cantante dalla voce formidabile e dalle visioni oscure che metteva assieme la freschezza dei girl group anni ’60, l’impeto melodrammatico di Roy Orbison, l’elegante decadenza di Rufus Wainwright. Mercoledì 8 ottobre Nicole Atkins si esibirà per la prima volta da headliner in Italia, al Biko di Milano. Ecco la sua storia in cinque video.

Nel primo album Neptune City Nicole Atkins dialoga coi fantasmi della sua città natale sulla costa del New Jersey, là dove in tutt’altra epoca s’era fatto un nome Bruce Springsteen. Canta l’amore fra le macerie: di un luogo, di una storia sentimentale, di una vita. Con una voce dal timbro meravigliosamente morbido e dal vibrato emozionante, Nicole lancia uno sguardo compassionevole su tanta bellezza sfiorita.

 

Neptune City viene registrato in Svezia col produttore Tore Johansson ed esce nel 2007, preceduto dall’ep Bleeding Diamonds e dall’inserimento di Atkins nella lista degli «artisti da tenere d’occhio» stilata dall’americano Rolling Stone. Le note di copertina di Neptune City sono di un amico che si sta facendo strada nel mondo del rock. Seth Avett ricorda la giovanissima Nicole mentre «espira note con forza e bellezza» e descrive la sua musica come dotata di «un’allure femminile priva d’ogni fragilità, calata anzi nel timbro roco di una conversazione notturna». Atkins debutta su un network televisivo interpretando il singolo The Way It Is nello show di David Letterman. «How about that?!», esclama estasiato Dave alla fine dell’esibizione.

 

L’investimento della Sony non è ripagato dalle vendite e Atkins viene scaricata. È la legge delle major, bellezza. Non è un periodo facile. Lei cambia casa, fidanzato, produttore, band. Muta anche sound: il secondo album Mondo Amore, fuori nel 2011 per Proper/Razor & Tie, l’avvicina allo stile dei grandi del rock a cavallo fra anni ’60 e ’70. Restano certe ballate che riflettono il carattere romantico e cinematico dell’esordio, ma di nuovo c’è un sapore di americana, ci sono tinte psichedeliche e cose rock-blues. Il tour del 2011 è finanziato attraverso Kickstarter: oramai negli Stati Uniti Atkins ha una solida base di fan. Anche eccellenti, da Patti Smith ai My Morning Jacket, da Regina Spektor a David Byrne, che la vuole nel progetto Here Lies Love. E gli Eels, che nel 2013 la porteranno in giro per l’Europa, Italia compresa.

 

Nell’autunno del 2012 l’uragano Sandy colpisce duramente le coste del New Jersey, compresa l’abitazione della cantante. L’amico Tore Johansson la ospita in Svezia dove Atkins incide il terzo album Slow Phaser. È una nuova svolta: niente archi, chitarre dal suono effettato, elementi di country-soul e di pop. Atkins legge il libro di Byrne Come funziona la musica e scopre di essere citata come caso eccellente di artista di grande talento stritolata dai vecchi meccanismi della discografia. Il rimedio è fare da sé, suggerisce Byrne. Atkins lo prende sulla parola: fonda l’etichetta Oh’Mercy! e la finanzia con una nuova campagna di crowdfunding su Pledgemusic che riceve l’endorsement di Bruce Springsteen su Facebook. Nel febbraio 2014 esce il primo singolo Girl You Look Amazing, che le è apparso in sogno cantato proprio da Byrne.

 

Slow Phaser è un successo di critica. Viene definito «il suo album più creativo» (All Music Guide), «una versione funky ma chic di Chrissie Hynde adagiata su un letto d’elettronica preparato da Giorgio Moroder» (L.A. Weekly), «il disco di un’artista liberata ed entusiasta» (Relix). In Italia lo chiamano «capolavoro di strabordante inventiva» (Rockerilla), «campionario completo dell’arsenale vocale della songwriter» (Mucchio Selvaggio), «esempio perfettamente riuscito di pop-rock adulto» (Rumore), «musica vivace, sensuale, condita da ironia» (Sette, Il Corriere della Sera). Lei è vista come «espansiva, energetica, vulcanica, a volte debordante» (Rockol.it), «una forza della natura, una seduttrice fascinosa e maudit, la più bella delle rivelazioni» (IlSussidiario.net), «sensazionale» (Ondarock.it), «cantautrice fra le più amate sia dal mondo della roots music da cui proviene, che da quello più indie oriented, che ne ha sempre apprezzato le stravaganze» (Il Buscadero). Il suo ultimo video è Who Killed the Moonlight di Ilinca Höpfner, già dietro i clip animati di Nick Cave (Moonland) e Grinderman (Mickey Mouse and the Goodbye Man).

 

L’autore di questo articolo ha contribuito alla promozione in Italia del terzo album di Nicole Atkins Slow Phaser.

 

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