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Il segreto dei numeri 1? Le coriste

coristeIl segreto delle canzoni che finiscono al primo posto in classifica? Non le melodie e nemmeno il ritmo, né tantomeno le armonie. Quel che conta è relegato solitamente sullo sfondo, è un elemento a cui non attribuiamo grande importanza: i cori. È l’esito inatteso di una ricerca condotta da Joseph Nunes, docente di marketing presso la Marshall School of Business della University of Southern California, e Andrea Ordanini, professore di marketing alla Bocconi. I risultati, acquisiti con l’aiuto di alcuni dottorandi della USC Thornton School of Music, sono stati pubblicati in un articolo della rivista scientifica Musicae Scientiae intitolato “I Like the Way It Sounds: The Influence of Instrumentation on a Pop Song’s Place in the Charts”.

La domanda da cui parte la ricerca è: quali strumenti ricorrono nelle canzoni di successo e quali sono assenti in quelle che languono in fondo alla classifica? Per determinare tali elementi Nunes e Ordanini hanno analizzato la combinazione di voci e strumenti delle canzoni entrate dal 1958 al 2012 nella Hot 100 di Billboard, la classifica per eccellenza dei singoli più venduti negli Stati Uniti. L’attenzione dei ricercatori si è concentrata sulle 1029 canzoni finite in cima alla classifica e sulle 1451 che non sono andate oltre la posizione numero 90. I vincenti e i perdenti, per semplificare. Ne hanno analizzato la strumentazione e gli arrangiamenti vocali notando una combinazione ricorrente nei pezzi vincenti: cori + sintetizzatori + chitarra (“pulita” oppure elettrica distorta). Attenzione: non sono gli unici strumenti presenti in quelle canzoni, ma sono quelli ricorrenti, il trait d’union dei numeri 1. Similmente, le canzoni rimaste sotto la novantesima posizione – fra cui capolavori pop come Try a Little Tenderness di Aretha Franklin e Once in a Lifetime dei Talking Heads – sono costruite sulla base di una delle tre seguenti combinazioni: chitarra acustica + pianoforte (senza archi); chitarra “pulita” + pianoforte; basso + sintetizzatore (senza piano elettrico).

La differenza fra le due categorie? La presenza dei cori, che ricorrono nei brani di maggiore successo e sono assenti in quelli incapaci di andare oltre la posizione numero 90. Nunes ha trovato un altro elemento che accomuna i numeri 1: si distinguono dalla strumentazione-tipo della canzone pop poiché particolarmente ricchi (come accadeva dalla metà degli anni ’70 ai ’90) o al contrario scarni (negli anni ’60 e alla fine dei 2000). L’analisi, ammettono gli autori, può contribuire a spiegare il successo di molte canzoni, non di tutte. La fama dell’artista, la moda, il supporto dei mass media sono solo alcuni dei fattori che concorrono al successo di una canzone tanto quanto l’arrangiamento. Ma è comunque una rivincita per chi canta a sei metri dalla fama.

leggi ancheVoci senza gloria. Stanno a sei metri dalla fama, aggiungono valore alle canzoni che arrivano in vetta alle classifiche, ma raramente ricevono il giusto credito, a volte nemmeno un equo compenso.

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