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Il Frankenstein dei Simple Minds

simple minds vinileLe chitarre cariche di riverbero di Sparkle in the Rain, l’atmosfera tesa di New Gold Dream, le pulsazioni sinistre di Empires and Dance, la tastiera del live In the City of Light. E poi, i tappeti di sintetizzatori degli album gemelli Sons and Fascination / Sister Feelings Call, la melodia di Someone Somewhere in Summertime, il drumming potente di Mel Gaynor negli anni ’80. Big Music è una specie di Frankenstein sonoro, un esperimento in genetica musicale tentato con uno scopo preciso: sedurre chi ha amato i vecchi Simple Minds. Detto così, può sembrare un pasticcio. E invece è l’album migliore degli scozzesi da una ventina d’anni a questa parte. Riesce ad evocare l’epoca in cui il gruppo rivaleggiava in popolarità con gli U2, ma anche i suoni pieni di stile degli anni precedenti e persino le atmosfere cariche di mistero degli esordi. Ma fallisce nel ricatturare l’energia e la tensione sprigionate dai dischi di quegli anni.

Sono almeno quindici anni che i Simple Minds usano la retorica del ritorno alle origini. Jim Kerr è riuscito a creare una mistica del gruppo – un miscuglio di visioni, proclami socio-politici, energia giovanile, vaga spiritualità –, un luogo di purezza a cui tornare nei momenti di crisi. E così da una parte s’è inventato l’alter ego Lostboy!, «il ragazzino appassionato che mi ero messo alle spalle», e dall’altra ha messo in piedi con i Simple Minds il tour 5×5 basato esclusivamente sugli album precedenti il boom di Don’t You (Forget About Me). Ecco, Big Music è figlio di quelle due esperienze, e lo è letteralmente giacché alcune canzoni avrebbero dovuto finire nel secondo album di Lostboy!. È frutto della voglia di assetarsi una volta ancora alla fonte della giovinezza, è mosso dal desiderio di tornare a fare musica importante appassionata, immediata. Nel 1984 i Waterboys trovarono un nome per questo atteggiamento, per questo sound: big music. Il termine finì per accomunare band del Regno Unito come U2, Alarm, Big Country, e ovviamente Simple Minds.

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