Post

She & Him, nostalgia del mondo pre ’68

she&him«Ci incontreremo, non so dove non so quando, ma so che ci incontreremo in una giornata di sole». Così canta Zooey Deschanel in fondo al nuovo disco di She & Him. La canzone è We’ll Meet Again, cavallo di battaglia di Vera Lynn, la fidanzatina dell’esercito inglese nella Seconda guerra mondiale. Lynn era la più amata dai soldati, così scriveva il Daily Express nei giorni successivi all’invasione della Polonia da parte della Germania nazista. La promessa di un incontro fra amanti custodita in We’ll Meet Again toccò una corda profonda nei soldati sparsi in giro per il mondo che provavano nostalgia di casa e delle loro fidanzate. Lynn li intratteneva dal vivo o sulle onde di un programma radio a loro dedicato. La canzone fu un tale successo da ispirare nel 1943 una pellicola titolata proprio We’ll Meet Again.

Da sei anni She & Him – il duo composto dal cantautore M Ward con l’attrice Zooey Deschanel, icona del cinema indie che a differenza di Scarlett Johansson e Gwyneth Paltrow è anche una brava cantante – lancia sguardi al passato reinterpretando con candore le atmosfere di un’epoca in cui le canzoni erano più melodiose e i sentimenti più naïf. I due lo fanno a volte scrivendo canzoni che pur essendo originali sembrano prodotte da Phil Spector nel 1963, a volte interpretando pezzi altrui. È il caso, quest’ultimo, del nuovo album Classics in cui li ritroviamo accompagnati da un’orchestra di venti elementi mentre s’illanguidiscono come non mai sulle note di brani che furono di Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, Dusty Springfield, Aretha Franklin, Frank Sinatra, Shirley Bassey, Charles Aznavour, Bing Crosby, Righteous Brothers. Il loro sguardo rivolto al passato, in costante fuga dal presente, arriva sino a Vera Lynn e poi ancora più indietro, agli anni ’30. Classics non è l’album migliore del duo, che paradossalmente risulta più efficace quando mima le canzoni d’epoca scrivendone di nuove, però dice una cosa interessante sulla nostalgia.

Forse non dovremmo nemmeno chiamarla nostalgia. Non è il sentimento di chi vuole tornare al passato, alla propria giovinezza. Deschanel è nata nel 1980, Matthew Ward nel 1973: le canzoni di Classics appartengono a epoche precedenti la loro nascita. Non è nemmeno una posa o il frutto della moda di confrontarsi coi classici, giacché tutta l’opera dei due ha il medesimo candore senza tempo. She & Him ballano con un passato immaginario, proprio come fa Deschanel nel video di Stay Awhile. La bellezza della loro musica non appartiene a questo tempo. Non sono i soli a provare un sentimento di dislocazione temporale. Per un periodo che è sembrato interminabile, i baby boomer hanno venduto la nostalgia per la musica della loro gioventù, la colonna sonora delle proteste, il suono della liberazione sessuale, i formidabili anni ’60, i miti del rock. I loro figli e nipoti, oggi, hanno nostalgia per un tempo che non hanno vissuto. Non prendono a modello le icone della controcultura di cinquant’anni fa celebrate fino alla noia dai padri. Preferiscono borghesissime canzonette melodiose e sentimentali.

Annunci

1 risposta »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...