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Bowie e l’«occhio giapponese» di Sukita

occhi heroes«Forse ci voleva un occhio giapponese per rendere giustizia alla patina di vernice brillante e al nichilismo ironico nell’evoluzione dell’opera di Bowie. Nessuno meglio di Sukita ha immortalato l’epoca di Ziggy e Aladdin Sane (i ritratti del 1972 con la chitarra rossa e il costume di Yamamoto e, forse più di tutti, lo scatto del 1973 con Bowie a labbra socchiuse con la mano sulla coscia su sfondo rosso sono tutti dei classici). Il suo stile si è sviluppato in sincronia con l’artista fino a produrre le significative immagini del periodo di Heroes e oltre. Ho spesso riflettuto sullo scatto del 1978 nella metropolitana di Tokyo, con Bowie che si tiene a una maniglia durante una corsa a tarda notte; si percepisce che a quel punto della sua carriera non utilizzava spesso i mezzi pubblici. Ma la foto ha una magia particolare».

Così Nicholas Coleridge, presidente di Condé Nast International e membro del consiglio di amministrazione del Victoria and Albert Musuem di Londra, commentava la collaborazione fra David Bowie e il fotografo Masayoshi Sukita ai tempi della mostra David Bowie Is. Dal 5 marzo al 10 maggio la galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna ospita la mostra “David Bowie – Heroes: fotografie di Masayoshi Sukita” che attraverso una quarantina d’immagini ripercorre il legame fra i due artisti, ritratti iconici e fotografie scattate in contesti di vita quotidiana.

Nato nel 1938 a Nogata, Masayoshi Sukita aveva trent’anni quando, folgorato da Woodstock, ha cominciato a interessarsi al rock. Tra le sue foto più celebri di Bowie, col quale prese a collaborare a partire dal 1972, ci sono quelle dell’epoca di Ziggy Stardust con gli abiti dello stilista Kansai Yamamoto che contribuirono a iniettare «un gusto per la decadenza esotica e la pantomima rituale in una cultura popolare dominata da magliette e blue jeans del rock “progressivo”» (Nicholas Pegg). Persino più famoso è lo scatto in bianco e nero usato per la copertina di Heroes (e di The Next Day), in posa come un manichino irreale la cui mano lascia intendere l’atto di togliersi una maschera. Il suo libro Bowie by Sukita: Speed of Life è edito da Genesis Publications. Il catalogo della mostra David Bowie – Heroes by Masayoshi Sukita è edito da Auditorium Edizioni. Qui sotto, cinque foto tratte della mostra bolognese e un ritratto di Bowie e Sukita di Mark Higashino risalente al 1989.

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