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Stiamo calmi: due o tre cose che ho imparato dalla faccenda Gallagher vs Fazio

Gallagher Fazio gifPerché la faccenda dell’intervista di Fabio Fazio a Noel Gallagher a Che tempo che fa ha creato tanto scalpore? Perché la gente ci si è buttata con opinioni tanto forti? Siamo sicuri di avere dibattuto delle cose giuste? Di cosa abbiamo parlato? Proviamo a mettere in ordine i fatti, prima di aggiungere qualche opinione. Domenica 15 marzo, il giorno dopo avere suonato al Fabrique di Milano, Noel Gallagher è ospite della trasmissione di Rai 3 per promuovere il secondo album del progetto solista High Flying Birds Chasing Yesterday. Non si tratta dell’intervista canonica sulla poltrona in mezzo allo studio, ma dell’esecuzione in playback di una canzone, Ballad of the Mighty I. Alla fine del pezzo, com’è consuetudine, Fazio raggiunge l’ospite per porgli alcune domande. Non è un grande scambio e non potrebbe essere altrimenti per via della situazione: in piedi, con Gallagher che bisticcia con l’auricolare, e qualche problema di delay nella traduzione. Ad ogni modo la scena integrale è visibile sul sito di Ray Replay.

Martedì 17, Gallagher aggiorna la sua pagina Facebook dove tiene un ironico diario on the road titolato “Tales From The Middle Of Nowhere Vol 3: The Good, The Bad And The Bubbly” dove quel “bubbly” è un riferimento tanto alla personalità frizzante del musicista tanto allo champagne. Scrive: «Il programma televisivo italiano è stato difficoltoso. Non il playback, ma l’intervista. Davanti a te hai una persona in carne e ossa che ti fa domande in italiano e intanto un fantasma te le traduce in inglese nell’orecchio. Può essere, e spesso lo è, molto imbarazzante. Ecco un esempio di quel che voglio dire… e tenete a mente che il giorno prima avevo fatto festa con Nancy fino alle 5 di mattina. “Noel… dici che non ti prendi sul serio e vivi alla giornata. Ho anche sentito che ti rifiuti di riflettere troppo su quel che fai e lasci che sia la gente a decidere di cosa si tratta… ma quel che vorremmo sapere è come sei arrivato a questa intuizione alla tua età?”. “Beh… sì…”. “Mi spiace, ma dovresti darmi una risposta”. “Beh… non so?”. (Grandi applausi.) Ho cominciato a sudare». Segue poi il resoconto della serata passata in un locale milanese pieno di «italiane che sembravano Mick Jagger quando Mick Jagger sembrava un’italiana (1965-1969!)». Lo confesso: sono stato il primo a darne la notizia. Ho twittato lo screenshot della pagina FB di Gallagher e l’ho inserita in Mono prima che lo facessero i grandi siti di news che non avevano ancora notato la cosa. Non che sia uno scoop: quando un musicista posta qualcosa su Facebook è lì, a disposizione di tutti. Fatto sta che una ventina di retweet dei miei 140 caratteri, anche da parte di giornalisti e di utenti molto seguiti, sono bastati per diffondere il commento del musicista. Rockol ha lanciato la storia che poi è stata ripresa un po’ da tutti. Migliaia di persone si sono precipitate a leggere la pagina di Mono con il commento di Gallagher, che è diventata la più visitata di sempre del blog.

Si trattava di una curiosità, un commento perfettamente nello stile di Gallagher – anzi, decisamente più sobrio di molti altri suoi. Che cosa ci diceva Gallagher? 1) l’intervista è stata difficoltosa; 2) lo è stata per via della traduzione all’auricolare (nel filmato lo si vede che lo spinge nell’orecchio tappandosi l’altro per comprendere meglio); 3) ci fa un esempio, ma non dovremmo prenderlo alla lettera perché aveva fatto baldoria con la moglie fino alle 5 di mattina; 4) gli è stata posta una domanda fumosa e non ha avuto modo di rispondere. Uno scandalo? Non direi. Eppure a giudicare dai giudizi emersi su Twitter e Facebook la gente si è divisa approssimativamente in tre fazioni, e tutte piuttosto agguerrite. Da una parte quelli che Fazio è uno strazio, deve ridarci i soldi del canone, è un incompetente, e via dicendo. Dall’altra, quelli che Gallagher è una rockstar spocchiosa e ignorante che avrebbe fatto meglio a starsene zitto. E poi quelli che si sa che Fazio è un idiota, ma Gallagher fa la vittima e per sapere come vanno le cose a Che tempo che fa gli sarebbe bastato digitare “Fazio” su Google. In tutti casi, è passata l’idea che Gallagher abbia criticato direttamente il presentatore (mai citato nel post di FB) e non la modalità con la quale si è svolta la breve intervista. È vero che Fazio è responsabile di quel che accade a Che tempo che fa, e quindi anche del fatto che l’artista sia messo nelle condizioni di avere una conversazione interessante, ma un breve scambio difficoltoso può capitare a chiunque, tranne ovviamente della metà degli italiani che lo odiano, i quali evidentemente non sono mai incappati in un piccolo incidente nella loro brillante vita lavorativa.

Nel balletto delle interpretazioni, pochi si sono presi la briga di tradurre correttamente le parole di Gallagher e dare loro il giusto peso. Il termine più delicato del suo post è “struggle” che indica una lotta, un sacrificio, uno sforzo. Qui sopra l’ho tradotto col termine neutro «difficoltoso», ma anche «faticaccia» renderebbe il tono informale del post e il fatto di riferirsi al bisticcio con la tradizione nell’auricolare. Molti, a partire da Rockol con cui collaboro e che si è poi lamentato del fatto che la sua traduzione delle parole di Gallagher è stata copiata da agenzie e quotidiani, l’hanno invece tradotto con la parola «strazio» attribuendogli un significato decisamente più forte. L’agenzia Ansa è arrivata a lanciare così la notizia: «La tv italiana è uno [sic] fottuto strazio», arrivando ad attribuire la frase del rocker a tutta la nostra tv e non solo a una determinata situazione di un singolo programma. «Fazio che strazio», ha scritto l’agenzia AGI. Non paghi di avere attribuito a Gallagher parole che non ha mai scritto, ha aggiunto che «il post è accompagnato da una valnga [sic] di critiche più o meno offensive». Il testo è stato ripreso tale e quale da Yahoo.it. In un titolo on line, Il Corriere della sera attribuisce a Gallagher la frase «Che strazio la trasmissione» e il commento divertito sulle ragazze milanesi che somiglierebbero a Mick Jagger diventa un attacco. Il Fatto Quotidiano ha proposto un titolo di pura invenzione: «Noel Gallagher vs Fabio Fazio, il conduttore ‘messo all’angolo’ dalla rockstar: “La tv italiana? Una fottuta sofferenza”» riuscendo nel doppio salto mortale di attribuire la frase del rock a tutta la tv italiana e poi a immaginare che Fazio sia stato messo all’angolo. Non pago, l’autore della “provocazione” Michele Monina inventa di sana pianta che Noel avrebbe maltrattato Fazio in tv. Il quotidiano Libero è arrivato a titolare: «Fabio Strazio dice messa il 25 aprile», in riferimento alla serata con Roberto Saviano su Rai 1, e a sottotitolare: «Intanto anche l’ex Oasis critica le sue interviste soporifere», come se l’oggetto del post di Gallagher fosse il tono soporifero dell’intervista. «Che noia la tua trasmissione», messo in bocca al chitarrista, è un altro titolo che è andato forte nei giorni scorsi.

Fazio Gallagher collageE così si è passati dalla critica di una situazione (la partecipazione a Che tempo che fa che è stata una «fucking struggle») alla critica a un intero programma e alla demolizione di tutta la tv italiana, mettendo in bocca al musicista cose che non ha mai detto, inventandosi persino fattimi accaduti in studio. Fazio è intervenuto il giorno dopo con un tweet: «La domanda di cui si lamenta Noel Gallagher non è mai stata fatta. Basta riascoltare… 😉 Ha ragione lui: aveva esagerato la sera prima…». È stata la riscossa dei pro Fazio e un profluvio di richieste di scusa da parte di chi aveva insultato il conduttore basandosi su una ricostruzione dei fatti errata. Ovviamente non sono stati risparmiati dalle critiche i giornalisti che hanno riportato le parole di Gallagher senza verificare che corrispondessero esattamente a quanto detto domenica sera. Fazio ha ragione: la conversazione che riporta il musicista non ha avuto luogo in quei termini, come si può verificare qui. In sostanza, Gallagher ha unito un paio di domande diverse, rendendo il significato molto più vago di quello che gli spettatori hanno percepito in italiano, domenica sera. Eppure, a bene vedere, la cosa non cambia i termini della questione: Gallagher ha provato la sensazione di imbarazzo per la traduzione nell’auricolare e il fatto che riporti una trascrizione errata non muta il suo giudizio. Si tratta di un dialogo riportato (immagino) a memoria due giorni dopo i fatti. Non contano le parole esatte, conta il senso: la comunicazione difficoltosa.

Tutti sono fatti un’idea su questa faccenda, e guarda caso si tratta di opinioni molto polarizzate, che corrispondono all’idea che uno aveva di Che tempo che fa e del suo conduttore prima di leggere il post. Gallagher vs Fazio è una faccenda piccola e laterale, che però dimostra come girano le informazioni e le opinioni nella rete. Come altre storie vincenti – domandate a chi tiene d’occhio le curve dei contatti dei siti che ne hanno parlato e che poi ci sono tornati su con storie come “Le 20 frasi shock di Noel Gallagher” – fa leva su una polarizzazione delle opinioni astraendosi dalla realtà e dai contenuti da cui nasce. Se serve, attribuendo ai suoi protagonisti parole che non hanno mai detto. Dà modo di sfogare la nostra ansia moralizzatrice – contro il conduttore incapace o la rockstar ignorante, non fa differenza – e di sedere in curva, come fanno i tifosi. E ci fa sentire molto intelligenti, acculturati, moderni, mica come quegli altri barbari che nulla capiscono. La verità dei fatti? Anche quando può essere facilmente verificabile, in questo caso bastava leggere con attenzione il messaggio originale di Gallagher, svanisce di fronte a significati forti che vi attribuiamo, o alla voglia di creare un titolo sensazionale. Siamo così tesi a dimostrare una nostra teoria che la appiccichiamo sopra a qualunque spunto ci venga offerto, senza prima fermarci a riflettere. In fondo stiamo parlando di un post su Facebook di un chitarrista rock che premetteva di non essere stato molto lucido. La sua ricostruzione ironica dei fatti – “The Good, The Bad And The Bubbly”, mica un saggio colto – non andrebbe presa troppo sul serio. A meno che non crediate che tutte le milanesi presenti in quel locale fossero uguali a Mick Jagger da giovane.

nme gallagher

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