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Wikileaks svela i dettagli del contratto di Springsteen

Springsteen Wikileaks MonomusicmagQuanto vale Bruce Springsteen per la Sony? E come nasce il rinnovo di un accordo discografico? Uno scambio di email fra dirigenti della multinazionale rivela alcuni particolari del contratto che lega il cantante alla Sony. I documenti sono stati resi pubblici da Wikileaks e da ieri sono consultabili presso un database che contiene oltre 30.000 documenti e 170.000 email. I messaggi di posta più recenti riguardanti Bruce Springsteen risalgono all’agosto 2014, quando l’artista ha già pubblicato quello che è tutt’oggi il suo ultimo album in studio, High Hopes. I dirigenti Sony stanno considerando i termini del rinnovo del contratto. Il 14 agosto Steven Kober, EVP and Chief Financial Officer di Sony Corporation of America, scrive a Michael Lynton, CEO di Sony Entertainment: «Ho esaminato la proposta del nuovo accordo con Springsteen. È ovviamente un accordo ricco, data la sua statura. Ma in ogni caso, visti i suoi precedenti, non è un artista che possiamo permetterci di perdere. In più, il suo catalogo genera ancora entrate significative. Secondo il nuovo accordo, avremo i diritti del catalogo fino a metà 2027. Abbiamo anche fatto un’analisi economica del precedente contratto, che era molto più ricco di quello che viene proposto. Sony Music ha guadagnato approssimativamente 72 milioni di dollari che vanno sommati ai 101 milioni pagati a Springsteen nel periodo in esame. Raccomando quindi di approvare il nuovo accordo».

Il 15 agosto Nicole Seligman, Presidente di Sony Corporation of America, invia un memo a Lynton sulle cose da fare la settimana successiva, fra cui il rinnovo del contratto. Il 17 agosto Lynton risponde: «Parliamo di Springsteen. Guarderò i numeri, ma sono sicuro che va bene. Anche se è strano rinnovare un contratto che in passato è stato tanto controverso». Il 19 Seligman replica: «Su Bruce sono d’accordo. Ho esaminato [la faccenda] con Kevin e Steve K. I numeri non sono grandiosi, ma Kevin insiste dicendo che il rischio è basso (è ciò che si rimproverava al contratto di Andy, che alla fine si è rivelato buono) e che non possiamo perderlo. Non abbiamo scelta». Cinque ore dopo, Seligman invia in allegato un memo sul nuovo contratto che al momento di chiudere queste righe non è accessibile.

Il carteggio riguarda solo gli alti dirigenti di Sony Pictures Entertainment, colpita dalla diffusione dei documenti. Non è quindi dato sapere come la contrattazione si sia evoluta. I documenti erano già stati diffusi nel 2014: sono gli stessi che hanno dato il via allo scandalo relativo al film The Interview. Per la prima volta però sono riuniti in un database dotato di un motore di ricerca che permette di consultare l’archivio di email di ogni dirigente. Nel comunicato stampa diffuso ieri, Julian Assange scrive che «l’archivio mostra i meccanismi interni a un’influente multinazionale. È rilevante per la stampa e al centro di un conflitto geo-politico. Dev’essere di pubblico dominio». Sony si è detta «in forte disaccordo con l’affermazione di Wikileaks secondo cui questo materiale debba essere di pubblico dominio» e che «continueremo a lottare per la difesa, la sicurezza e la privacy della compagnia e dei suoi oltre 6.000 dipendenti».

 

Nella foto di Joe Lopez, Bruce Springsteen e Little Steven a Roma nel 2009

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