Articoli

Tobias Jesso, il cantautore col terrore del palco

Tobias Jesso jr. TITIA HAHNETobias Jesso Jr. ha bisogno della vostra comprensione. Ha scritto uno degli album cantautorali più amati di questo primo scorcio del 2015. È andato in tv da Jimmy Fallon. È stato lodato dalle maggiori testate specializzate e non, da Pitchfork al New York Times. Ha incassato i complimenti di Adele. Eppure il songwriter canadese ha ancora una paura matta di salire sul palco. «È una tortura», dice al telefono da Parigi. «Suonare dal vivo mi rende nervoso e non c’è complimento in grado di scacciare questa sensazione. Provare non risolve il problema perché quando sento arrivare quel nervosismo l’abilità acquisita con l’esercizio va a farsi benedire e divento una versione grezza di me stesso. Sono impaurito e faccio errori. Ho provato a scacciare quella sensazione con l’alcol, ma non c’è niente da fare: resta lì e fa di me un performer insicuro. Il problema è che quando salgo sul palco mi sento giudicato. Lo so che il pubblico ha per me un’attenzione positiva, e lo apprezzo sinceramente, ma appena faccio un errore mi chiedo che idea si farà di me. Guardo la gente e penso: quanto vorrei essere tra di voi e vedere qualcun altro che soffre quassù al posto mio».

«È impossibile non notare Tobias Jesso Jr.: è alto 2 metri», recita lo slogan pubblicitario scelto per lanciare i suoi concerti americani. È difficile non notarlo anche per altri motivi: la sua musica è un ritorno al cantautorato confessionale degli anni ’70 che suona fresca (oppure risaputa e noiosa) alle orecchie di chi non ha vissuto quell’epoca e allo stesso tempo è famigliare a chi ha amato Randy Newman o Paul McCartney. Eppure solo il caso ha portato questo canadese di 29 anni a scrivere le canzoni dell’album di debutto Goon, o per lo meno così racconta una storia talmente buona da sembrare irreale. Originario di Vancouver, Jesso si trasferisce a Los Angeles in cerca d’opportunità nel campo della musica. Non ha un piano, si lascia trascinare dalla corrente, finisce a saltellare col suo basso elettrico nel video di Passenger di un’aspirante stellina pop chiamata Melissa Cavatti. Quella storia e quella del suo gruppo, The Sessions, finiscono male. Come se non bastasse, la fidanzata lo lascia, scopre che la madre ha il cancro, è investito da un’auto mentre è in sella a una bici. Scoraggiato, nel 2012 Jesso torna a Vancouver dove per la prima volta nella sua vita mette le mani sul pianoforte della sorella. Comincia a scrivere una canzone dietro l’altra sul suo cuore infranto e in parte sul carattere spietato di Los Angeles. «È stata davvero una svolta», assicura lui, «non tanto per la mia vita quando per il mio approccio alla musica. Mettiamola così: ero un muratore che costruiva case per gli altri e non trovava lavoro. Ma quando ho cominciato a costruire la mia, di casa, tutti si sono interessati a quel che facevo».

tobias-posterGoon dà l’impressione che Tobias Jesso abbia studiato le belle pagine dei grandi cantautori-pianisti, ma non è così. A differenza di altri songwriter che cercano di modellare consciamente la propria musica sui canoni del passato, generando un effetto “retromaniacale”, Jesso ha un approccio più istintivo. «Non era mia intenzione fare un disco nostalgico. Forse sono gli accordi di settima che rimandano al vecchio cantautorato, o forse è la produzione di JR. Credimi, non amo particolarmente gli anni ’70, non mi vesto in quel modo, non ne ho alcuna nostalgia». Il JR cui si riferisce è Chet “JR” White dei Girls, che con Patrick Carney (Black Keys), John Collins (New Pornographers) e Ariel Rechtshaid ha prodotto le tracce di Goon costruendo attorno alla voce e al pianoforte del cantautore (e occasionalmente alla sua chitarra) arrangiamenti misurati, discreti, dosati per non alterare il senso d’isolamento emotivo trasmesso dalle composizioni. A Jesso manca l’impareggiabile musicalità dei suoi presunti maestri, i McCartney, i Newman, i Nilsson, e il suo stile pianistico è essenziale. «Quello che senti nell’album non è Mozart, sono io che sto letteralmente imparando a suonare il pianoforte, è il meglio che potevo fare. I fondamentali li ho imparati guardando dei tutorial su YouTube». Anche i testi sono diretti fino a sembrare elementari. «Vero. È l’unico modo in cui riesco a scrivere. Non amo le metafore, mi piace dire le cose in modo semplice». Ed è stata forse l’estrema accessibilità della sua musica, combinata alla leggerezza melodica, ad attirare le persone verso il suo mondo fatto di dolore e vulnerabilità.

I limiti tecnici non impediscono a Tobias Jesso Jr. di essere piuttosto prolifico. Afferma, addirittura, di avere scritto materiale per altri due, tre, forse quattro dischi. Di sicuro sta già pensando al prossimo. «Non scrivo granché mentre sono in tour perché è difficile trovare un pianoforte. Comporre su una tastiera elettrica non mi dà la stessa ispirazione. Suonare un vero piano, uno strumento costoso, mi spinge a scrivere musica più preziosa. In ogni caso, ho già messo da parte un gruppo di pezzi che voglio nel prossimo disco. Non ho più avuto delusioni come quella che ha dato origine a Goon, ma canterò comunque di sentimenti, perché me ne resta il ricordo. Però il secondo album sarà basato soprattutto sull’osservazione di storie di vita comune. Non so chi lo produrrà, ma voglio espandere il suono e le idee del debutto, usare più strumenti, superare i miei limiti di cantante grazie alle armonie vocali, magari ispirate ai Beach Boys. Prima o poi sentirete anche un paio di mie canzoni interpretate da altri, ma non posso dirti altro». Anche se le ha dedicato un pezzo amaro e ferito come Hollywood, Tobias Jesso Jr. è tornato a vivere a Los Angeles. «È un ottimo posto per gente creativa. Vancouver è più tradizionale, rigida. Il problema è arrivarci, negli Stati Uniti. Ho avuto un sacco di problemi alla frontiera. Laggiù non amano gli stranieri».

Pubblicato originariamente su Rockol

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...