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Ho ascoltato “Villains” dei Queens of the Stone Age, si fa per dire

Ci danno appuntamento in un bar nei pressi di Corso Buenos Aires, ma è un depistaggio, lo si capisce dai sorrisetti che fanno. Rockol è invitato con una quindicina d’altre testate all’ascolto in anteprima, a Milano, del nuovo album dei Queens of the Stone Age. Si intitola Villains, come i cattivi dei film e delle favole. Verrà pubblicato il 25 agosto. A giudicare da alcune dichiarazioni di Josh Homme e dall’unico brano uscito finora, The Way You Used to Do, ci si aspetta un disco più scattante e cattivello di …Like Clockwork. E magari un po’ ammiccante: in uno spassosissimo filmato uscito due settimane fa, Homme e i suoi posano da delinquenti anni ’50 alle prese con una macchina della verità manovrata da Liam Lynch. C’è tanta curiosità anche sulla produzione di Mark Ronson, l’ultima persona a cui un musicista sano di mente affiderebbe i suoni dei Queens of the Stone Age. Ovviamente è quel che ha fatto Josh Homme.

L’ascolto non è qui, ci fanno sapere. Ci portano altrove. «Dai che c’è Josh», qualcuno scherza, ma non troppo. Beata ingenuità. Si finisce in un posto chiamato Secret Rooms. Il sollievo per l’aria condizionata viene rimpiazzato dal gelo della notizia: gli invitati all’ascolto – rappresentanti di siti, riviste specializzate, radio, retail – saranno sottoposti alla Villains Escape Room. No, non incontreremo Josh Homme e nemmeno Mark Ronson. Divisi in tre gruppi, dovremmo risolvere alcuni enigmi per evitare il lancio di un missile. È un gioco, Donald Trump e Kim Jong-un non c’entrano. «I Queens of the Stone Age hanno preso possesso della base», ci spiegano. «L’hanno abbandonata e ora il vostro compito è finire il lavoro». Abbiamo un’ora per farcela, giusto il tempo di ascoltare Villains che passerà dagli altoparlanti mentre cercheremo di salvare l’umanità, se non altro per scoprire come suonerà il prossimo disco dei Tool. In questi casi, ci fanno sapere, sono previsti aiuti e la possibilità di uscire anzitempo dalla stanza. Quando ci dicono che i Queens of the Stone Age hanno chiesto espressamente di non dare aiuti ai giornalisti capisco perché il disco si chiama Villains.

Mosso da ingiustificato ottimismo, il giornalista di Rockol domanda: ma se salviamo il mondo nel tempo di due, tre canzoni, poi l’album non lo ascoltiamo più? Viene guardato con condiscendenza: nessuno esce dalla Escape Room in 10 minuti, ciccio. Pare che il record l’abbiano fatto i Simple Plan, ci hanno messo mezz’ora. I Simple Plan non piacciono a nessuno, qua dentro. Quelli lì hanno fatto la canzone per la colonna sonora di Scooby-Doo, 30 minuti diventa il record da battere per evitare di sentirsi umiliati. E così ci fanno scendere una scala e ci chiudono in una stanza. Mi guardo attorno: un planisfero, due schedari, una cassaforte, una scrivania con sopra vari oggetti. Da un piccolo altoparlante sopra le nostre teste parte l’album. Dopo un po’ mi pare di riconoscere The Way You Used to Do, ma l’impianto è così così e poi siamo distratti. Ci affanniamo a cercare indizi: apriamo cassetti, consultiamo schede di missili intercontinentali, cerchiamo chiavi. Ho voglia di menare Josh Homme, ma è alto 6 piedi e 45 pollici, mi informa il passaporto. È 1 metro e 96. Mi riprometto di cercare su Wikipedia se nel gruppo ce n’è uno mingherlino.

Ormai Villains è un sottofondo gracchiante a cui nessuno fa caso, impossibile capire se c’è il tocco di Ronson. Qualcuno trova un bigliettino. Dice di chiamare Troy. «Sotto la T non c’è», dice un collega compulsando una rubrica. Rockol sfoggia la sua cultura musicale: Troy sta per Troy Van Leeuwen dei Queens, va cercato sotto la lettera V. Telefoniamo al numero dove una voce registrata ci dà lo spunto per trovare i codici di lancio. Li inseriamo in un macchinario, giriamo un interruttore e il conto alla rovescia si ferma. I Simple Plan ci hanno surclassati, ma se non altro abbiamo salvato il mondo. Si sblocca la porta, l’ufficio stampa dei Queens ci accoglie con una bottiglia. Mentre brindiamo ci informano che gli altri gruppi sono ancora dentro, siamo arrivati primi. E insomma, com’è il disco, dite? Mmm…. avventuroso?

 

 

Pubblicato originariamente su Rockol

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